domenica 22 aprile 2012

CHI HA UCCISO ANTHONY HOSBOURNE?

 Estate, 1930. In un rinomato albergo sulla costiera ligure la più famosa cantante francese del periodo, Francis Doverot, crede di riconoscere in un vecchio inglese seduto a un tavolo in terrazza un uomo che le pare aver già conosciuto tempo prima. E' Sir Simon Nightingale, originario dello Yorkshire. la donna lo invita a unirsi al proprio tavolo la sera stessa per la cena, in compagnia del suo cameriere personale. La serata trascorre piacevolmente, nell'ambiente mondano e raffinato dell'Hotel Rivivera. Ma quando la mattina seguente il cadavere dell'uomo viene ritrovato massacrato tra gli scogli, la paura si scatena tra gli ospiti dell'albergo. All'interno della giacca del defunto viene rinvenuto un orologio d'oro da taschino su cui sono incise due iniziali, "A." e "C", nella tasca dei pantaloni la chiave delle sua camera da letto. L'investigatore Demetrio helleniko si mette al lavoro. Nessuno è escluso dai sospetti. Due giovani sposini inglesi in luna di miele, una misteriosa vedova tedesca, una nobildonna inglese decaduta, un collezionista di pietre, una giovane segretaria, una conturbante ballerina. E poco alla volta emerge la verità sul defunto. Perchè si era recentemente trasferito a vivere in Svizzera? E da chi si stava nascondendo? Le indagini procedono a ritmo serrato, tra macabri colpi di scena e sequenze mozzafiato, per risolvere un enigma che pare senza soluzione.




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lunedì 5 marzo 2012

Tutto il grillo che conta



"....Vent'anni fa fo fatto una pubblicità. Ma poi ho capito alcune cose sulla pubblicità. Quindici anni fa me la prendevo coi politici. Ma poi ho capito cose sull'economia. Dieci anni fa finivo i miei spettacoli sfasciando un computer a mazzate. Ma poi ho capito alcune cose sui computer e su internet. Oggi la pubblicità mi sembra uno dei mali peggiori, l'economia la vera padrona politica, internet uno dei pochi spiragli per difendersi e per ridare alla politica lo spazio che l'economia ci ha rubato"

giovedì 2 febbraio 2012

Lettera a Berlino

il romanzo che ha reso celebre lo scrittore britannico Ian McEwan, classe 1948, già autore di varie opere, tra le quali la raccolta d’esordio Primo amore, ultimi riti, Il giardino di cemento e Cortesie per gli ospiti. La storia, ambientata a Berlino nel 1955 (in piena guerra fredda), ha per protagonista Leonard, un tecnico inglese timido quanto ingenuo reclutato dai servizi segreti della Gran Bretagna e dall Cia per una missione di spionaggio ad alto livello, nome in codice “Operazione Oro” – consistente nello scavo di un tunnel sotto il settore cittadino occupato dai Sovietici allo scopo di intercettare informazioni riservate –. In un locale Leonard conosce una ragazza tedesca, Maria, più vecchia di lui di cinque anni, e se innamora scoprendo per la prima volta le gioie del sesso. Le cose si fanno più complicate quando il protagonista è costretto ad aiutare la sua sensuale amante ad occultare il corpo del violento ex marito, riemerse all’improvviso dal turbolento passato di Maria e rimasto tragicamente ucciso durante un alterco con la donna: giocando sul filo del rasoio Leonard viene apparentemente salvato dal caso, ma la vicenda finisce comunque per segnare i due giovani condannandoli a vite separate. Solo a Berlino, dopo ben trentadue anni, Leonard potrà scoprire la verità da una lettera di Maria. Lettera a Berlino impressiona per la bravura con la quale l'autore riesce ad altalenarsi con maestria tra vari registri narrativi (dal sentimentale all'orrido, dal thriller alla spy story, conservando viva la suspense fino all'ultima pagina. Da questo romanzo, riadattato dallo stesso Ian McEwan, è stato tratto nel 1993 il film The innocent, diretto da John Schlesinger ed interpretato da Campbell Scott, Isabella Rossellini e Anthony Hopkins. Ian McEwan, Lettera

Buio

Una mattina, mentre segue il volo dei piccioni, vede arrivare sul terrazzino una pietruzza.
Da dove può venire? Guarda verso il cielo ma non sembra che piovano pietre.
Spia in basso, verso la strada, ma, salvo le macchine, non vede niente di anormale.
Forse verrà dai giardinetti, al di là della strada. Infatti, spingendo lo sguardo sotto i platani, scorge un uomo seduto sopra una panchina che lo sta osservando.
Raccoglie pietruzze da terra e ci gioca, facendole saltare sopra le ginocchia. Da lontano il grigio della giacca luccica come fosse di piume iridescenti.
Le scarpe gialle, poi, assomigliano a delle zampe di uccello. Che sia un piccione gigante?

Caravaggio


Come è possibile che ancora oggi, dopo Kandinsky o Mondrian, il passante più casuale, o il patito di Pollock o di Rauschenberg, o il più condiscendente elettore dell’arte ludica, entri in San Luigi dei Francesi e senta riaprirsi in petto una piaga che credeva chiusa per sempre?
Renato Guttuso