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venerdì 13 gennaio 2012
mercoledì 4 gennaio 2012
Prima filippica
Le Filippiche sono le orazioni pronunciate da Demostene contro Filippo II di Macedonia. Il fulcro argomentativo attorno a cui ruotano le filippiche (351/341a.C.) è la necessità di formare un fronte greco contro le mire espansionistiche del "barbaro" Filippo. Le filippiche non ebbero alcun riscontro pratico, la fazione filo-macedone riuscì a far valere le sue ragioni opponendo Eschine a Demostene. La critica moderna ha messo in discussione la tradizione che vedeva in Demostene l'ultimo paladino delle poleis e della democrazia greca. L'orizzonte culturale e politico si stava infatti ampliando, culture diverse si stavano confrontando con i modelli ellenici e presto si sarebbe giunti ad un ellenismo sovranazionale, in cui uomini dalla più diversa provenienza avrebbero scritto e parlato in greco lontani centinaia di chilometri da Atene. Demostene avrebbe dunque invano cercato di impedire un processo già in atto. Dal punto di vista stilistico il testo si caratterizza per la varietà lessicale, il periodare innovativo e stringente, l'uso di significative forme retoriche e l'estrema sintesi.
- I filippica (351/349 a.C.): Demostene invita le città greche a reagire alla minaccia macedone e accusa gli ateniesi di non essersi opposti subito a Filippo, rendendolo così sempre più potente.
- II filippica (344 a.C.): Non conosciamo l'occasione in cui venne pronunciata questa orazione, forse si tratta della risposta ad un'ambasceria macedone venuta ad Atene.
- III filippica (341 a.C.): forse è stata l'orazione meglio riuscita.
- IV filippica (341 a.C. circa): consiste di due proemi.
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